Galleria Museo Palazzo Valenti Gonzaga


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I luoghi dei valenti gonzaga


I luoghi dei Valenti Gonzaga
Case e atmosfere della famiglia di Silvio il collezionista

Appunti per una proposta di itinerario turistico

I Valenti, di origine longobarda e provenienti dalla Dalmazia, si stabilirono a Mantova in età medievale, dove si distinsero per la ricchezza del patrimonio fondiario e l’abilità nei commerci.
Nel 1518 il nobile cavaliere Valente Valenti ottenne il privilegio di aggiungere il cognome Gonzaga al proprio e di fregiarsi delle insegne delle aquile gonzaghesche, che vennero inserite nel blasone di famiglia.

L’itinerario mantovano alla scoperta dei luoghi dei marchesi Valenti Gonzaga comincia da via Frattini n.7, nell’antica Contrada del Cervo, dove si leva maestoso
Palazzo Valenti Gonzaga. Qui nacque Silvio Valenti Gonzaga (1690-1756), futuro cardinale e collezionista, protettore delle scienze e delle arti. Alla committenza di Odoardo Valenti Gonzaga (1620-1677), nonno di Silvio, si deve il radicale rinnovamento in stile barocco dell’originaria cinquecentesca dimora di famiglia. Artefice di questa trasformazione fu l’architetto fiammingo Frans Geffels (1625-1694), già prefetto delle fabbriche ducali gonzaghesche. Nel 1677 il lavoro era pressoché compiuto: la facciata mantenne il cinquecentesco zoccolo marmoreo a conci a punta di diamante e venne innalzata in corrispondenza del quinto ordine di aperture per dare luce alle nuove sale del piano nobile. Nella Galleria, nella Cappella e nella Sala del Figliol Prodigo Geffels si avvalse per la realizzazione del ciclo degli stucchi del plasticatore intelvese Giovanni Battista Barberini (1625-1692).

Stupefacente è il cortile interno riccamente decorato a stucco, ove statue drappeggiate, telamoni, erme, mascheroni ghignanti e beffardi, panoplie, cartigli, vasi, aquile e leoni (questi ultimi sono emblemi disarticolati dello stemma dei Valenti Gonzaga) festoni di frutta e nastri svolazzanti si rincorrono sulle quattro pareti della superficie muraria. Sulla parete di fronte al portale d’ingresso, sotto al timpano, un cartiglio reca la scritta ‘
Valentibus apta’, legando eternamente il rango del casato allo sfarzo della dimora. All’interno del palazzo merita attenzione la spettacolare Sala del Figliol Prodigo (proprietà Galleria Museo Valenti Gonzaga) scrigno di artificio barocco che intreccia decorazione a fresco e a stucco in una complessa allegoria morale sui temi del peccato e del perdono, dei vizi e delle virtù.
Il cortile di palazzo Valenti Gonzaga è visitabile liberamente e gratuitamente.
 
La facciata del palazzo Valenti Gonzaga è impreziosita da due case quattrocentesche.
A destra, al n. 5, si trova l’antica
Casa Guerrina (già Cattani), attualmente di proprietà privata, acquistata dal marchese Carlo Valenti nel 1690: qui abitarono i figli cadetti della famiglia Valenti Gonzaga fino all’ultima discendente del casato, Teresa (1793-1871) che si maritò al conte Francesco Arrivabene. Nella facciata si ammirano ancora le quattrocentesche statue in cotto entro nicchie.

A sinistra, al n. 9 di via Frattini, vi è la
Casa della beata Osanna Andreasi (1449-1505). Qui visse Osanna, di nobile famiglia mantovana, che nel 1463 vestì l’abito delle terziarie di san Domenico. La sua vita fu segnata da visioni e episodi estatici e già nel 1515 Leone X, su interessamento di Isabella d’Este marchesa di Mantova, ne autorizzò il culto. La casa, acquistata nel 1475 da Niccolò Andreasi, padre di Osanna, è un raro esempio di abitazione quattrocentesca giunta pressoché intatta fino a noi. Si sviluppa su tre piani, oltre alle cantine e alle soffitte. La facciata è fancelliana, le sale interne hanno soffitti a cassettoni dipinti, affreschi a grottesche cinquecenteschi, architetture a trompe l’oeil. Al piano nobile sono custoditi ricordi, effetti personali e documenti della beata Osanna. Suggestivo è il giardino dei semplici, con piante aromatiche e essenze officinali, racchiuso da un porticato quattrocentesco le cui colonne recano scolpito lo stemma Andreasi. La casa, passata per via dotale ai conti Magnaguti alla fine del Settecento, venne donata dal conte Alessandro Magnaguti ai Domenicani. Dal 1934 è sede della Confraternita Domenicana che l’ha restaurata e che la conserva grazie all’attività dell’Associazione per i Monumenti Domenicani, fondata nel 1993.
La casa della beata Osanna è visitabile il martedì e il venerdì dalle 10 alle 13 e ogni giorno su appuntamento. La visita con ingresso a offerta libera è a cura delle guide dell’Associazione dei Monumenti Domenicani. Tel. e fax. 0376-322297. E-mail casandreasi@virgilio.it
 Sito internet www.casandreasi.it
 
 Prima di lasciare via Frattini si consiglia una visita alla settecentesca chiesa di
Sant’Egidio posta al civico n. 36.
Poco più avanti, percorrendo via Frattini s’imbocca via Anselmo Guerrieri Gonzaga, anticamente chiamata via Torre Mozza. Qui al n. 8 si trova il
Palazzo Gazini Rizzino. La facciata tardoquattrocentesca è imponente e sobria. Il fregio di coronamento dell’edificio presenta un’articolata cornice in cotto sostenuta da mensole e formelle con teste di putti, la fascia sottostante è ritmata da aperture a medaglione. L’interno è ricco di pitture ottocentesche. Il palazzo venne acquistato da Odoardo Guerrieri Gonzaga nel 1857.
Dal 1975 è di proprietà della provincia di Mantova e oggi è sede dell’istituto tecnico “Mantegna”.
 
L’approdo finale della storia dei luoghi dei Valenti Gonzaga è a Sustinente, nella
cinquecentesca villa Guerrieri Gonzaga, tutt’ora proprietà e residenza dei marchesi Guerrieri Gonzaga, antica famiglia mantovana che si imparentò con i Valenti Gonzaga attraverso le nozze di Lucrezia (1720-1775), nipote del cardinale Silvio, con Bonaventura Guerrieri Gonzaga. Lucrezia lasciò l’avito palazzo di via Frattini per trasferirsi a Sustinente, dove tra il 1760 e il 1764 ampliò la corte agricola della villa facendo costruire la stalla, le barchesse e altre servitù (lo testimoniano le lapidi murate nella tenuta). Il corpo centrale della villa, unico per la particolarissima fisionomia architettonica dei due edifici collegati da un portico tripartito a archi a pieno centro, è della fine del Cinquecento. L’azienda agricola voluta da Lucrezia continua nella sua discendenza: la ‘Corte Restara’ dei marchesi Guerrieri Gonzaga si estende nella golena difesa di Sustinente e Serravalle (la ‘restara’ indica nella toponomastica locale i terreni esterni all’argine principale e nel caso della golena difesa protetti dalle alluvioni con un altro arginello). L’azienda dispone dell’agriturismo Ca’ Guerriera con ristorante, sale congressi, piscina, appartamenti. Sustinente si trova a venti Km a sud-est di Mantova, sulla riva sinistra del Po, ed è raggiungibile in auto percorrendo la strada Ostigliese, oppure via acqua con le motonavi attraccate a Mantova.

Azienda agricola Corte Restara, Via Martini 9, 46030 Sustinente MN. Tel. 0386-710296 Fax 0386-437342 E-mail: corterestara@corterestara.com
http://www.corterestara.com .


Agriturismo Ca’ Guerriera, Via Martini 91 46030 Sustinente MN Tel. 0386-437343 Fax 0386-437342 E-mail: infocaguerriera@corterestara.com
http://www.caguerriera.com


A Sacchetta, nelle immediate vicinanze di Sustinente (1,5 km) è presente l’attracco delle motonavi per la navigazione fluviale sul Po e laghi di Mantova.
Motonavi Delta-Andes (navigazione fluviale, gite turistiche su Po-Mincio-Laguna Veneta)
 call center 0376-324506, sito internet: www.naviandes.com

  
(A cura di Maria Giuseppina Sordi, storica dell'arte)




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