Alfonso Monfardini


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Biografia



Nasce a Mantova nel 1887. Frequenta la scuola d'Arte di Mantova.
Nel 1908 ottiene la borsa di studio
Franchetti che gli permette di specializzarsi nello studio della scultura presso l'Accademia di Belle Arti Cignaroli in Verona, dove si diploma nel 1911, per poi proseguire la sua formazione a Venezia.

Come scultore, Monfardini realizza diverse opere, fra le quali il Monumento ai Caduti di Sustinente (MN), inaugurato il 25 maggio 1925 dal Re Vittorio Emanuele III, e quello ai Caduti di Castelbelforte (MN). Fra le tante sculture dall'artista vale la pena di citare quella del Barone Franchetti in gesso patinato ed il mezzo busto raffigurante Lucio Campiani, quest'ultima tuttora esposta nel Duomo di Mantova.

Di singolare bellezza la
"Testa di bambino" in terracotta e la statuetta del "Pescatore" realizzata in bronzo, sculture facenti parte della Mostra postuma permanente allestita nella Galleria Museo di Palazzo Valenti Gonzaga in Mantova.
Monfardini scultore si esalta nella rappresentazione dell'appassionata
"Via Crucis" della Chiesa Parrocchiale di San Michele in Bosco (MN).

Successivamente abbandona la scultura e si dedica alla pittura.

Il suo studio in via Chiassi e poi in Via Fratelli Bandiera a Mantova, diventerà un punto di incontro per molti artisti coevi e per alcuni giovani dei quali fu maestro ed amico (Luigi Somensari, Guido Resmi, Francesco Vaini).

Molteplici le sue partecipazioni alle esposizioni collettive tra cui la Mostra Artistica Mantovana del 1915.

L’esperienza simbolista astratta (1915) di quadri come “Vortice” e “Musica” – apprezzati da Boccioni – è particolarmente significativa per l’ambiente culturale mantovano, tendenzialmente chiuso e isolato dai fermenti europei.

Nel 1917 partecipa alla "66° Exposition" organizzata dalla "Société des Artistes Indépendants" presso il Grand Palais Des Champes-Elysées di Parigi.
Nel 1920 espone in Palazzo Valenti Gonzaga, la più ricca espressione del Barocco in Mantova, oggi sede del Centro Arte & Cultura a lui dedicato.

Importante la Mostra nazionale d'arte futurista in Palazzo Ducale nel 1933; nel 1935 partecipa alla Mostra d'Arte Moderna , l'anno seguente è alla V Mostra Sindacale Provinciale e nel 1939 è alla "Mostra dei pittori scultori e incisori mantovani 800 e 900" entrambe tenutesi presso Palazzo Te di Mantova.

E' presente all'VIII e IX Mostra Sindacale degli Artisti Mantovani; nel 1945 espone alla "Mostra della libertà" di Palazzo Ducale di Mantova.

Nel 1950 la sua opera intitolata "Natura Morta", selezionata da una giuria composta da Artisti di illustre e chiara fama, quali Felice Casorati, Giacomo Manzù, Giorgio Morandi, Carlo Carrà e Felice Carena ha l'onore di essere esposta alla XXV edizione della Biennale d'Arte di Venezia.

Nel 1961 è tra gli artisti della "Rassegna delle arti figurative mantovane dall'800 ad oggi" presso la Casa del Mantegna.

Muore nel 1965 a Mantova, nel dì dell'Epifania, incurante del successo e della posterità.

Spunti biografici redatti da Alfonso Rocco Linardi
Direttore della Galleria Museo Valenti Gonzaga


Text © 2007 Galleria Valenti Gonzaga srl

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