Galleria Museo Palazzo Valenti Gonzaga


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Palazzo Valenti Gonzaga

La Galleria Museo di Palazzo Valenti Gonzaga in Mantova

Nella parte più rappresentativa del piano nobile di Palazzo Valenti Gonzaga ha sede la Galleria Museo Valenti Gonzaga. I locali sono costituiti da oltre 500 mq; sono strutturati come "open space" e si compongono della "Galleria" d'ingresso, della camera del "Figliuol Prodigo", della "Cappella", della "Stanza del trionfo del Tempo sulla Fama" e della "Stanza degli Stemmi".

Tutti gli ambienti sono costellati ed impreziositi da affreschi attribuiti al pittore fiammingo di Anversa
Frans Geffels (1625-1694) e da 18 statue, che si ritengono essere opera dello scultore - stuccatore comasco Giovan Battista Barberini (1625-1691).

La facciata del Palazzo è opera dell'architetto
Nicolò Sebregondi (1595-1652) (lo stesso autore della Villa Favorita, fatta costruire dal Duca di Mantova Ferdinando Gonzaga (1587-1626), figlio secondogenito di Vincenzo I ed Eleonora de'Medici).

La
proprietà immobiliare della Galleria Museo Valenti Gonzaga si estende e comprende inoltre, un piccolo giardino pensile ed i quattrocenteschi, ampi locali rustici (ghiacciaia, farineria e refettorio).  

Brevi cenni storici su Palazzo Valenti Gonzaga.

Palazzo Valenti Gonzaga sorge in via Pietro Frattini (contrada del Cervo), nella zona a sud del Rio, denominata, nel periodo Gonzaghesco, dei Monticelli o di Sant'Egidio, in riferimento alla Chiesa che esiste quasi frontalmente al Palazzo.

L'imponente costruzione fu voluta dai
Valenti, nobile famiglia, pare di origine longobarda, che si trasferì nel mantovano gia' nel secolo XIV e che visse e opero' in citta' per oltre 400 anni. Nel 1518 il nobile cavaliere Valente Valenti ebbe l'onore di fregiarsi di insegne e cognome dei Gonzaga per Decreto del Marchese Francesco II°, Signore di Mantova. La realizzazione dello storico Palazzo fu opera di vari architetti, pittori, stuccatori, importanti artisti, tra cui: Frans Geffels, (quasi contemporaneo di Rubens 1577-1640), Giovan Battista Barberini e Nicolò Sebregondi.

Nel Palazzo vide i natali
Silvio Valenti Gonzaga (1690-1756), futuro cardinale, illuminato collezionista di opere d'arte e munifico mecenate.
Silvio Valenti Gonzaga fu nominato dal
Papa Benedetto XIV (Prospero Lambertini - Bologna 1675 - Roma 1758) cardinale segretario di stato e camerlengo di Santa Romana Chiesa: quest'ultime cariche furono mantenute fino alla sua morte.
Fu lo zio del cardinale
Luigi Valenti Gonzaga e prozio del cardinale Cesare Guerrieri Gonzaga.

Nelle sfarzose stanze di Palazzo Valenti Gonzaga vissero e consumarono i loro amori e passioni nobildonne di illustre progenie e di rara bellezza come
Violante Gambara, Giulia Simoncelli, Isabella Gonzaga (moglie di Ottavio Valenti 1579-1630), Eleonora Coppini, Laura di Castelbarco, Barbara Andreasi, Margherita Gardani, Beatrice Bentivoglio d'Aragona, Lucrezia Valenti Gonzaga Guerrieri, Giuseppa Turn u. Taxis e Teresa Anguissola.

Con il decadimento dei Gonzaga e della famiglia Valenti, il Palazzo fu abbandonato a se stesso e subì un lento, inesorabile declino.
Negli anni '80 e '90 tutti gli ambienti sono stati ristrutturati con maestria dall' impresa edile Fante geom. Silvio di Mantova; i calcoli strutturali sono stati eseguiti dall' ing. Nosari Dino.

Con la collaborazione e autorizzazioni varie della
Sovraintendenza per i Beni ambientali e architettonici di Brescia, nonché della Sovraintendenza alle Gallerie di Mantova (prof. Paolucci), il Palazzo e' stato poi destinato a residenza, uffici, Galleria d'arte e Museo.





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